lunedì 24 settembre 2012

-

Abbelliamo le nostre case. Facciamo sì che il nostro guscio sia più piacevole alla vista, a quella degli altri, e alla nostra...una sottile venatura di timore del giudizio altrui che però ci ostiniamo a negare. Ma le abbelliamo, le nostre case, anche e soprattutto per convincerci che ci sia qualcosa di nostro, di duraturo, su questo pianeta. Un modo come un altro per sentirci meno senza senso e senza appartenenza. Vorrei tanto riuscire a distaccarmi, anzi, vorrei non essere mai stata attaccata alle cose. Vorrei riuscire sempre a guardare le persone mentre a loro volta guadano vetrine e case e giardini e lampade e vestiti e che invidiano, che desiderano e vorrei poter ridere di loro e delle loro futili manie. ma non sempre ci riesco. Vorrei sentirmi aria e attraversare i loro capelli e posarmi sulle loro ciglia e guardare dove guardano i loro occhi e sapere che a me non serve niente di tutto quello che loro desiderano. E vorrei essere nulla, non avere peso. non sentirmi zavorrata e ancorata a terra. Poter vedere le cose dall'alto. vedere le righe create con cura per dividere i capelli, scorgere i triangoli di carne dei loro nasi. E altre volte, invece, vorrei avere freddo, e poi caldo, e poi sete e poi fame. vorrei essere posseduta dai più elementari desideri. Arrivare al nocciolo e tagliare tutte le ramificazioni.