Finire una serata piangendo mentre guidi.
Perché sei felice.
Per il semplice fatto di aver rivisto un vecchio amico che non vedevi da quattro anni e averlo trovato sempre uguale.
E' spiazzante, confortante, come non ti saresti mai aspettata.
Negli ultimi anni ho costruito una corazza, un imballaggio che uso per proteggermi dagli urti violenti, che mi permette di attutirli.
Ma gli urti buoni, quelli no. Mi stupisco come riesca a sentirli ancora. E come ancora, anzi, come ORA mi portino a piangere, per la felicità.
Anche di questo sono contenta. Del fatto che riesco ancora a stupirmi delle cose buone. E che riesca ancora a riconoscerle. E ad assaporarle.
martedì 24 gennaio 2012
sabato 21 gennaio 2012
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Non so cosa cerco. Non so nemmeno se in questo momento sto effettivamente cercando qualcosa. Mi sento fredda, distaccata. non solo verso l'esterno, verso quello che è altro da me. anche da me stessa, a volte. è come se razionalizzassi tutto, persino i pensieri e le sensazioni che invece dovrei solo lasciar scorrere addosso e dentro.
Non trovo nulla di rassicurante. E non so neanche se voglio trovarlo. O se sono invece alla ricerca dell'esatto contrario. Dell'imprevedibilità che mi stupisca ma che non mi deluda. Ecco. un'imprevedibilità rassicurante, forse.
E non mi piace, non mi piace, essere, sentirmi così. Mi fa sembrare ai miei stessi occhi una sorta di automa, incapace di provare alcunché, persino quella curiosità che mi ha sempre spinto in avanti, mi ha sempre portato a scavare, scavare, cercando ogni volta qualcosa in più, mai soddisfatta, sembra essere scomparsa. Ma senza lasciarsi dietro alcun senso di soddisfazione. Al contrario. Una specie di buco che per quanto ci pensi e ci ripensi, una parte di me non vuole colmare. Non ne ha voglia. semplicemente. Non trova lo stimolo per cercare lo stimolo. è una spirale. un cane che si morde la coda e non ho idea di quando finirà.
Non trovo nulla di rassicurante. E non so neanche se voglio trovarlo. O se sono invece alla ricerca dell'esatto contrario. Dell'imprevedibilità che mi stupisca ma che non mi deluda. Ecco. un'imprevedibilità rassicurante, forse.
E non mi piace, non mi piace, essere, sentirmi così. Mi fa sembrare ai miei stessi occhi una sorta di automa, incapace di provare alcunché, persino quella curiosità che mi ha sempre spinto in avanti, mi ha sempre portato a scavare, scavare, cercando ogni volta qualcosa in più, mai soddisfatta, sembra essere scomparsa. Ma senza lasciarsi dietro alcun senso di soddisfazione. Al contrario. Una specie di buco che per quanto ci pensi e ci ripensi, una parte di me non vuole colmare. Non ne ha voglia. semplicemente. Non trova lo stimolo per cercare lo stimolo. è una spirale. un cane che si morde la coda e non ho idea di quando finirà.
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