martedì 7 settembre 2010

qualche tempo fa

bruciore che mangia lo stomaco mentre brividi solcano la pelle. vorresti smettere di pensare e non riesci non riesci. ridimensioni. ma niente è più vivo di questo stato imprigionato tra gioia e terrore. tra eros e thanatos. una spanna sopra ad altri ma nel ventre sotterrata, invisibile. kayak trascinato su onde di un oceano impetuoso sopra cui sole impietoso e tempesta inclemente fanno spazio l'uno all'altra nel gioco di luci-ombre che tutto muove.

ti chiedi come. e perchè e ancora provi a non pensare alle risposte e a sfuggire nuovamente alle domande per non schiantarti contro un muro di realtà così freddo e asettico. non è ancora tempo. ma lo sarà. prima o poi, lo sarà.

e sarà brusco, cattivo, repentino. una lama che squarcerà carni come fossero fogli di carta tesi. e non potrai fare nulla. se non scrivere e parlare a te stessa. come ora, nel vano tentativo di riportare i piedi su terra solida e compatta e rassicurante.

speri che sia vero. ma qualcosa in fondo alle viscere ti dice che non è così e che è costantemente danza che finita la canzone ti lascerà in un angolo, palpitante e sudata con gli occhi in cerca del prossimo ballerino che ti inviterà. ma non ce ne saranno. perchè questo ballo sarà l'ultimo.

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