Guardando dall'alto del terrazzo-corridoio dello studio, osservo. capannelli di gente nel cortile, praticamente dei punti con mani e piedi. punti rossi, neri, gialli, grigi e bianchi. ogni punto una testa pensante, schierata con le altre a formare una linea curva, retta, spezzata. Mi chiedo quante domande si pongano questi punti in quali direzioni andranno o quali disegni hanno deciso di inter-rompere. Le mani dei punti si muovono nervose come falene che sbattono contro vetri di lampade estive oppure tengono saldi bicchieri colorati e cellulari e sigarette e borse a cui si aggrappano per fermare i tremori.

Margaret Bourke-White ("Hats in the Garment District", New York, 1930)
A cosa mi sto aggrappando io?
Non so collocarmi su una linea né retta né curva né spezzata.
Non mi piace fermarmi nel vuoto
Ma è esattamente dove sono ora
In the middle of nowhere.
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