come piccole formiche ci affanniamo per portare le nostre briciole a casa. guardo la gente in metropolitana e, ad estraniarsi un po', si riescono a vedere tutte le dinamiche di vita da un punto da cui appaiono così assurde, quasi, così tragicamente comiche. se si potesse solo godere del mondo invece di passare l'intera esistenza a fare qualcosa che non ci piace, per lo più. ci si perde un sacco di esperienze, là fuori. un sacco di cose che non vedremo mai, nel nostro essere fagocitati in piccoli mondi incapsulati, dove ci dimeniamo per il beneficio di qualcosa o qualcuno sconosciuto. e la rabbia impotente quando scopriremo che non si può recuperare nulla e per non cadere in una depressione disperante ci loderemo da soli per quanto di materiale siamo riusciti ad accatastare, perchè di tutto il resto avremo quasi del tutto perso coscienza. ma c'è un intero mondo, fuori, a cui io non voglio rinunciare. è difficile non farsi circuire da tutto questo quando tempo per altro non ne hai e quando la tua vita ruota intorno al lavoro. e il poco tempo libero che hai lo passi pigramente in casa, sul divano, a guardare qualche stupido programma domenicale, con finta gente immersa in finte relazioni che ti lancia ammiccanti falsi sorrisi da quel suo set di celluloide e silicone rinchiuso in una scatola.
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