lunedì 30 novembre 2009

sentimenti discordanti incontrollabili affastellati l'uno sull'altro-mi riesce difficile dominarli e dominarmi. non so mai come finiranno le mie giornate nè se avranno lo stesso sapore per tutto il tempo o se passerò dall'amaro al dolce al salato all'insipido nel giro di poche ore. da un lato è quello che voglio, dall'altro, senso di vacuo e dispersione. non sento una meta precisa un obiettivo vero e proprio né futuribili progetti schedati nella mia testa che mi guidino in automatico. un po' alla deriva. le energie vanno e vengono. gli entusiasmi anche. oggi sono rimasta senza. poche cose mi fanno stare bene ultimamente ma non so se siano surrogati oppure no. non in vena di trucchi od espedienti. non in vena di spiegazioni. non in vena di sensi di colpa. datemi qualcosa di nuovo. che non conosco già.
datemi il mio Perfect Day

giovedì 19 novembre 2009

quando ti svegli in ritardo il tuo istinto di sopravvivenza fa scattare il tuo corpo prima del tuo cervello e ti stupisci dell'automatica coordinazione mani-gambe e di quanto tu riesca ad essere veloce-mirata-precisa nonostante ancora non riesca a mettere insieme un pensiero compiuto.

martedì 17 novembre 2009

periodo haiku

tempo di frasi brevi.
quasi spezzate.
essenziali.

Vintage '60

ascolto revival anni 60 ma anche un po' di nicchia. lascio solo che la musica mi scorra addosso e che le vibrazioni mi entrino lentamente nel cervello. in un cubo di vetro sto. oggi per nulla dinamica. stanchezza che sale insieme al vino. pensieri sparsi, si accavallano continuamente mentre cerco di scrivere a ritmo di aretha franklin sui tasti di questo mac. piccole sfide con il mio corpo, senza nessuna pretesa. le tastiere sono i nostri piccoli pianoforti e c'è chi sa suonare bene e chi invece riesce a malapena a mettere insieme due note. a qualcuno le lettere che vanno a comporre parole scorrono attraverso piccoli fasci di muscoli ed escono dalla punta delle dita. si sente la loro forza come raggi di energia che si riversa all'esterno quasi incontrollabile. una silenziosa musica che non puoi ascoltare ma puoi vedere.

domenica 15 novembre 2009

quarta dimensione

vedere le cose che ti circondano in tutt'altro modo. sentirle come se fossero un'estensione del tuo corpo. le foglie colorate sugli alberi. i fili d'erba brillantemente verdi. le venature delle pietre come minuscoli universi a se stanti ma fluidamente integrati con il resto, come scatole cinesi, come un gioco ad incastro perfettamente congegnato. e tutto respira secondo un'onda temporale costante e invisibile. e non puoi fare altro che guardare e adeguarti all'ipnotico ritmo, come se fossi parte di una danza segreta. e in quell'istante sai che è così, che esiste davvero e ti intristisce infinitamente pensare che quando il tempo scorre senza che tu te ne accorga perchè presa da mille altri pensieri pratici e susseguenti non riesci a vederla. ma sai che è sempre lì e vorresti poterla sentire e sentirtene parte sempre, in ogni momento, perchè hai la sensazione che non viverla continuamente sia una perdita, un allontanamento dalla realtà vera, dall'essenza delle cose, del mondo. e in quel momento percepisci una certezza, una sicurezza che non avresti mai creduto di poter avere, non sei scalfibile da alcun dubbio, quello che senti e che ti scorre attraverso le dita, le braccia, le gambe, il petto, la testa, dalla punta dei capelli all'unghia dell'alluce e oltre è talmente palese e immediato che non puoi negarlo. senti che niente può farti male o stupirti, sei materia liquida amalgamata a tutto il resto, invisibile e allo stesso tempo concreta come non ti sei mai sentita, in una insperata pace.

domenica 8 novembre 2009

Sick & Simpliciter

Facile dictu difficile factu. e il dopo ancora di più.
triste malinconica egoista stronza passibile di essere scambiata per indifferente e noncurante e invece dentro, la tempesta, nonostante la scelta sia stata mia, la decisione mia, e il fulmine a ciel sereno per lui che mai mi ha fatto male che mai mi ha lasciato sola.

non lo posso chiamare, perchè è giusto così. sarebbe ancora più egoista. ma il bene che gli voglio, quello resta e non poter sapere anche solo come sta è devastante.