
Serata-aperitivo-cena nella milano bene zona corso sempione. Mai stata prima. Mondo parallelo. Plastico glitterante ammiccante fatti-guardare-guardami-desiderami-ma-da-lontano. Milano-moka siamo polvere di caffè schiacciata pressata in poco spazio e il tempo bolle sotto alle nostre chiappe per poi scorrerci attraverso e carpire il nostro sapore per il godimento di bocche altrui. E arrivi alla sera spossato voglia di strafare strapparti la pelle di dosso e sentirti libero nel mondo ma quel che ti circonda sono solo piccoli lembi di tessuto e paillettes e borse di pelle con lettere incrociate, scarpe con sottili etichette rosse che-lasciano-intuire-da-lontano-senza-essere-invadenti, portachiavi con piccoli cavalli neri su sfondo giallo.Status-symbol forieri di nuovi canoni di valutazione ai quali sai che non potrai né vorrai adattarti. Visi perfetti gambe perfette unghie perfette trucco perfetto sei catapultato in un’isola di icone venerate ed auto incensanti che ti passano accanto accompagnate da sguardi vacui e lubrici smaniosi di avere accanto un simile semovente soprammobile. E intanto senti musica e l’irrefrenabile impulso di alzarti ridere ballare sconvolgere i preordinati schemi le nuove etichette, ti assale, sguscia sotto l’epidermide, ma nessuno seguirà questa tua danza imprevedibile potenzialmente pudico-sismica sei cosciente che nessuno è sulla tua stessa lunghezza d’onda perché divertirsi senza tanti filtri non è il loro scopo. Sono proprio gli orpelli il superfluo l’ultroneo a fare di loro ciò che appaiono-dunque-sono. E tu che non appari-dunque-non-sei fai da comparsa per riempire la scena, cornice involontaria.
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